Usare l’informazione
Usare l’informazione vuol dire anche mettere
a disposizione i dati raccolti comunicandoli innanzitutto a chi
i dati li ha forniti.
Pensiamo ad esempio ai questionari che gli studenti frequentanti
compilano ogni anno nei vari insegnamenti ma pensiamo anche ai
dati amministrativi sulle carriere scolastiche degli iscritti.
Diffondere i dati significa anche trovare modalità che rendano
l’informazione statistica derivabile dai dati facile da usare
e da capire. Pensiamo ad esempio a dei veri e propri cruscotti che
permettano di tenere sotto controllo gli indicatori principali a
livello di facoltà, corso di laurea e insegnamento. I siti
di borsa e di informazione economica sono una ottima vetrina di soluzioni
e modalità di comunicazione visuale.
I confronti tra casi simili sono preziosi per permettere al singolo
docente di capire “come sta andando”: occorre quindi
non limitarsi al confronto tra facoltà ma scendere più in
dettaglio comparando gli stessi indicatori a livello di corso di
laurea e poi di insegnamento. Solo scendendo al livello del singolo
insegnamento e del suo titolare è infatti possibile individuare
le best practices da valorizzare.
Valorizzare i risultati significa riuscire ad intervenire sulla
realtà in
tempo reale modificando i comportamenti: pensiamo ad esempio a indicatori
sull’andamento della frequenza e della soddisfazione a livello
di singolo insegnamento. Va da sé che serve poco rendere disponibili
i dati sulla didattica quando l’anno è concluso. E serve
ancora meno raccogliere dati a livello di singolo insegnamento che
poi rimangono nei cassetti del nucleo di valutazione e del preside
di facoltà. Ma valorizzare significa anche riconoscere i
comportamenti virtuosi sia in termini simbolici che concreti.
© Corrado de Francesco
|