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I verbali di esame

Per cortesia una firma qui… E questo avviene anche nel caso dei sempre più frequenti esami scritti: ma non è possibile evitare la perdita di tempo (per docente e studente) che una firma comporta? Come fanno all’estero? E nei sempre più numerosi corsi di e-learning non hanno trovato il modo per assegnare i voti anche a distanza? Ad entrambe le domande la risposta sembra essere una sola: la firma esiste solo da noi. Perché non fare altrettanto anche per i corsi in presenza (che peraltro andrebbero chiamati “in assenza” vista la tendenza alla non frequenza)?

Il voto rifiutabile è una specificità solo italiana. Come mai alle scuole secondarie i voti vengono assegnati (e accettati come sono) e all’università no? Che senso ha che lo studente possa rifiutare anche il voto sufficiente? Esame come gratta e vinci? O come occasione per ritornare sui propri passi: “pensavo che mi sarebbe andata meglio… preferisco tornare un’altra volta…

Tesi: qui i verbali sono solo la parte minima dell’assurdità di tenere 9 o 11 docenti a sentire presentazioni di tesi di cui in genere non sanno nulla né nel merito né nel metodo. Per fortuna in molti casi le lauree triennali hanno eliminato questa follia prevedendo una sorta di proclamazione di gruppo senza “discussione” della tesi come si faceva finta di fare per le lauree tradizionali. Ma ai verbali non si scappa: anche nel caso delle lauree triennali le 11 firme vanno raccolte lo stesso. E, in ogni caso, la commissione di 11 persone è rimasta in auge per le lauree specialistiche o magistrali che siano.

© Corrado de Francesco

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