Riduciamo le code
Code e code: come il servizio militare che un tempo alcuni di
noi hanno fatto, anche l’università è per molti
l’occasione per esercitare la pazienza in infinite code.
Eh sì che basterebbe poco per evitare di far perdere tempo
in attesa. Vediamo come.
Ricevimento studenti con autoprenotazione non richiede investimenti
informatici ma solo un foglio di carta intestato con nome dell’insegnamento
e del docente e con scansione del tempo in blocchi a fianco dei quali
lo studente segna il proprio nome. In alternativa il docente più moderno
che usa la posta elettronica farà sapere (a lezione, sul sito
web) che il ricevimento studenti è in appuntamento. Vuoi
venire alle 15? Purtroppo ho altre due prenotazioni prima quindi,
se confermi,
posso prenotarti alle 16. Troppo difficile? No se uno guarda le
e-mail giorno per giorno.
Tesi: vale quanto detto per la prenotazione degli incontri a
ricevimento. Ma c’è da aggiungere che si riduce ancora di più il
tempo perso se laureando e relatore si abituano alla prassi di inviare
la bozza del capitolo per e-mail con congruo anticipo rispetto alle
date degli incontri. Ai nostri studenti chiediamo di inviarci il
testo (file DOC) una decina di giorni prima: noi poi rispediamo il
file annotato qualche giorno prima dell’incontro. Gli incontri
servono allora per entrare nel merito di quanto non è chiaro
già nelle note e il lavoro procede molto meglio. Provare
per credere.
Esami orali o anche la semplice verbalizzazione di esami scritti
sono un’occasione splendida per sprecare tempo inutilmente.
Non basterebbe dividere gli iscritti in blocchi (in base all’iniziale
del cognome o a qualsiasi altro criterio) e soprattutto comunicarlo
in anticipo mettendo un avviso sul web? Come vedete, consigli elementari
a costo zero: eppure spesso inattuali a giudicare dalle code che
vediamo.
© Corrado de Francesco
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