Forma e stile
Il web fa vedere a tutti ciò che dieci anni fa appariva solo
a chi era presente in luogo. Ci riferiamo all’infinità di
testi che qualsiasi facoltà, ateneo e corso di laurea produce,
giorno dopo giorno: verbali, programmi, rapporti, orari, elenchi,
schede informative, ecc. Ma soprattutto il web fa sì che
sia possibile fare confronti immediati rispetto ai modi con cui
questi
diversi documenti vengono realizzati. Pensiamo in questo caso non
al formato dei file ma alla forma e stile con cui sono realizzati.
Forma va intesa nel senso di aspetto del documento
e dei suoi elementi (grafici, tabelle, liste, box, capoversi, ecc.).
Se cerchiamo
su
un sito universitario documenti dello stesso tipo vediamo che la
forma di questi documenti è in genere scarsa e varia da
un documento all’altro. Non esistono né standard o
modelli né si percepisce alcun miglioramento nel tempo.
Si può parlare
spesso di una tendenza a reinventare la ruota di volta in volta.
Questa mancanza di attenzione per la forma appare in modo plateale
nelle bacheche dove vengono esposte le liste dei risultati di esame:
al di là della varianza dei voti, quello che appare a prima
vista è la forte eterogeneità grafica e di informazioni
(Cognome e nome, nome e cognome, matricola, ecc.) di quegli elenchi.
Stile va invece inteso non come insieme di caratteristiche grafiche
(stili di carattere e di paragrafo) ma come qualità di espressione
del testo. Testi prodotti in università per i diversi attori
dell’università (studenti, docenti, staff, ecc.) dovrebbero
caratterizzarsi per assenza di errori e chiarezza cui aggiungerei
anche pertinenza e utilità. Per un quadro comparativo consigliamo
di leggere le presentazioni di facoltà presente sui siti
italiani e poi di mettere a confronto alcuni documenti (ad esempio
le guide)
pubblicati on-line da una stessa facoltà.
© Corrado de Francesco
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