Riconoscere la bravura
Gli studenti bravi ci sono ma cercano di passare inosservati.
La cultura della mediocrità li fa spesso vergognare di esistere.
In aula hanno paura di intervenire. E la pratica della mediocrità in
aula fa sì che spesso molti di loro cessino di frequentare
per evitare di perdere tempo. Una norma demenziale impedisce
di indicare il nominativo negli elenchi dei risultati di esame.
Altre norme rendono le facoltà accessibili a chicchessia
indipendentemente dal merito e dalle capacità. Per fortuna
i docenti che amano insegnare non hanno difficoltà ad
individuare gli studenti bravi e a parlarne con altri docenti.
Ma si potrebbe fare di più.
Database sulle carriere scolastiche sono una risorsa preziosa
per individuare gli studenti di punta da coinvolgere in attività di
stimolo e rinforzo. Ad esempio per individuare i collaboratori didattici
(tutor e 150 ore). A livello ancora più semplice sarebbe sufficiente
chiedere a ciascun docente di individuare i migliori studenti nel
suo corso.
Repository di facoltà basati su database sono preziosi
per raccogliere i dati sul rendimento scolastico (voti) degli esami
e
permettere il tracking di gruppi bersaglio ovvero interventi di
sostegno per studenti a rischio e di rinforzo per studenti di punta.
Ma gli
stessi database possono anche raccogliere dati qualitativi sulle
risorse e i punti di forza dei singoli studenti.
Special tracks per gli studenti di punta richiederebbero risorse
non disponibili nelle attuali condizioni. Tuttavia la nostra esperienza
conferma che molti studenti bravi non aspettano altro che essere
messi alla prova in presentazioni, tesine e collaborazioni didattiche.
L’importante è saperli riconoscere e quindi dare riconoscimento
simbolico al loro impegno. I siti web di facoltà possono essere
il luogo per ospitare i lavori di questi studenti e per garantire
loro una giusta visibilità sociale.
© Corrado de Francesco
|