La sostanza della didattica
Saper fare dovrebbe essere l’obiettivo
sostanziale dell’attività didattica.
Se ne rendono conto gli studenti quando dicono “in quel corso
non ho imparato nulla di utile”. Ma cosa significa saper
fare?
Saper fare come metacapacità ovvero capacità trasversali
utili per continuare ad imparare anche una volta usciti dall’università:
pensiamo ad esempio alle capacità proprie dell’information
literacy. Ovvero la capacità di cercare, selezionare, gestire,
produrre e pubblicare (comunicare) informazioni in formati e medium
diversi.
Teoria e saperi. Ciò che realmente differenzia tra loro i
laureati è l’effettivo saper fare. Molti docenti sottolineano
con orgoglio come il sapere da loro trasmesso sia teorico. Il problema è che
nel mondo la teoria viene trasmessa utilizzando dei saperi pratici:
anche chi lavora solo con le parole e non con i numeri (pensiamo
agli storici e ai filosofi) deve possedere i saper fare necessari
per la produzione e trasmissione della teoria:
• fare una ricerca bibliografica
• utilizzare web e internet
• gestire le informazioni digitali (file)
• scrivere in modo chiaro e strutturato
• comunicare efficacemente.
Saperi. Oggi, molti laureati escono dall’università con
l’illusione di possedere un sapere teorico ma sono privi
dei saperi alla base di qualsiasi lavoro intellettuale moderno.
Una riflessione
sui saperi dovrebbe essere fatta da tutti:
• le facoltà e i corsi di laurea devono individuare i saperi
strategici per la loro offerta formativa
• i docenti devono interrogarsi sui saperi che davvero trasmettono
• gli studenti devono individuare e comunicare i saperi in loro
possesso.
© Corrado de Francesco e Paolo Trivellato
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