Corsi triennali: razionalizzare con i sillabi
Ogni cambiamento porta con sé i segni della minaccia e dell’opportunità: l’introduzione dei corsi di laurea triennali non fa eccezione.
I vantaggi sono diversi: gli studenti escono (dovrebbero uscire)
dall’università a 22 anni pertanto ad una età in
linea con quella dei laureati di altri paesi; le famiglie spendono
meno; il numero di quelli che completano gli studi aumenta. Per contro
il tempo dedicato allo studio è inferiore. Spesso, il meccanismo
dei crediti si è infatti tradotto in un accorciamento dei
periodi di insegnamento, talvolta ridotti a un mese: meno tempo per
insegnare, meno argomenti insegnati, talvolta meno in profondità dato
che è più breve il periodo destinato all’assimilazione.
Servono verifiche e misure di accompagnamento. Il risultato netto
dell’introduzione dei corsi triennali è difficile da
cogliere: certo, la percentuale dei laureati in regola è cresciuta
di alcuni punti negli ultimi anni, ma per quanto riguarda i saperi
la questione è più complessa. Parte di questo miglioramento
statistico è legato all’eliminazione della tesi di laurea.
Teniamo anche conto che grazie all’orizzonte triennale si iscrivono
all’università più ragazzi e un aumento del numero
porta con sé un aumento della differenziazione, rendendo
problematica una comparazione dei saperi acquisiti.
Ma qualcosa si può fare. Una misura che può favorire
l’apprendimento nei corsi triennali è la predisposizione
di adeguati sillabi: in cui per ciascun insegnamento vengono annotati
con sufficiente dettaglio i contenuti di cui lo studente si deve
impadronire di volta in volta (lezione per lezione o settimana per
settimana), insieme con le modalità organizzative del corso,
degli esami e delle esercitazioni. I contenuti dei sillabi saranno
probabilmente più delimitati rispetto a quelli della laurea
quadriennale, ma non per questo meno importanti.
© Paolo Trivellato
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