Non vogliamo generalizzare: l’università italiana è differenziata
al suo interno. Atenei diversi e facoltà diverse hanno caratteristiche
diverse. Addirittura differenze rilevanti possono esistere tra
gli insegnamenti impartiti in uno stesso corso di laurea. Allo
stesso modo le risorse fisiche sono disponibili in quantità e
forme assai differenziate: pensiamo ad una piccola università ospitata
in edifici storici (ad esempio Camerino) ed una università di
dimensioni medio-grandi creata ex-novo (come Milano - Bicocca).
Ma ci sono problemi comuni: alcuni nuovi, come
le tensioni organizzative legate all’introduzione delle lauree
triennali e delle lauree specialistiche. Altri problemi sono storici:
non frequenza da parte
degli studenti, carenza di standard didattici condivisi, resistenza
alla valorizzazione della produttività didattica di docenti
e studenti.
Cosa fare? Inutile stare fermi in attesa di nuove
risorse, meglio incominciare a cambiare subito qualcosa a cominciare
da ciò che
non costa. In questo spirito ci è sembrato utile indicare
alcuni aspetti della vita quotidiana in univer-sità su cui
si può intervenire dedicando una pagina a ciascuno, concentrandoci
sulla didattica e tralasciando la ricerca.
Queste pagine nascono dalla nostra esperienza in
alcune sedi universitarie e non intendono quindi rappresentare
lo stato generale di un’istituzione
che, come detto, è assai differenziata. L’intento è quello
di fornire il punto di partenza per suscitare una discussione
e avviare così piccoli ma significativi cambiamenti.
© Corrado de Francesco & Paolo Trivellato |