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Aumentare la produttività

L’università fa diventare più produttivi? A pensarci la risposta è NO. Un po’ come ai tempi del servizio militare all’università si perde un sacco di tempo ad aspettare e a sbrigare incombenze burocratiche. Se sei uno studente frequentante somma i quarti d’ora accademici che passi seduto in aula ad aspettare il docente. Aggiungi le attese in corridoio al ricevimento studenti e in attesa di essere chiamato per registrare il voto dell’esame scritto che hai passato. E per finire conteggia le code fatte in segreteria. Rapporta la somma finale al totale delle ore nette di studio e frequenza e hai una misura di quanto potrebbe aumentare la produttività senza investimenti o riforme.

Informazioni poco chiare anzi confuse sono un altro limite alla produttività. Pensiamo ai siti web in cui le stesse informazioni sono presentate più volte e informazioni essenziali mancano. Ma pensiamo anche alla mancanza di guide di facoltà e di ateneo. Per non parlare di sillabi dei corsi: che didattica può fare un docente che non è in grado di stendere un menù di quello che offrirà ai suoi ospiti?

Perchè non mi insegnano cose utili? È una lamentela condivisa da molti studenti che vorrebbero imparare come si fa e che si trovano della “teoria” spesso confezionata in modo approssimativo. Aumentare la produttività è l’obiettivo di qualsiasi software: ma l’università non è una forma tradizionale e naturale di software? Perché in università non si insegna il metodo di lavoro intellettuale? Ovvero usare il web, rimanere aggiornati su un argomento, scrivere testi chiari basati su dati solidi, presentare in modo efficace quello che si ha in mente, formulare ipotesi e articolarle in progetti?

Cosa hai imparato con quel prof? È una domanda che ti consigliamo di fare ai tuoi compagni che hanno già seguito quel corso di quel docente. Vedrai che ci sono docenti che hanno un sacco di cose utili da insegnarti: trovali e investi su di loro!

© Corrado de Francesco

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