Orientamento in uscita
Orientamento in uscita o placement? Il secondo termine è più appropriato
se il focus dell’azione di orientamento è sull’inserimento
occupazionale mentre il termine orientamento in uscita può riguardare
anche i problemi di scelta rispetto al proseguimento degli studi
(master, laurea specialistica, ecc.).
Nell’università di élite l’orientamento
in uscita era garantito dalla famiglia e dalle sue relazioni. Nell’università di
massa odierna le relazioni famigliari sono appannaggio di una minoranza
di studenti. Per la grande maggioranza occorre allora che le università predispongano
misure e servizi. Oggi l’azione di orientamento è in
molte università svolta dagli uffici stage. Mancano però iniziative
diffuse di informazione circa i profili professionali: da segnalare
la banca dati OrientaOnline dell’Isfol www.isfol.it. E
da segnalare invece per quanto riguarda la raccolta di dati sugli
esiti
occupazionali dei laureati la banca dati del consorzio AlmaLaurea www.almalaurea.it
Testi o testimonial? Anche la migliore banca dati o il miglior
repertorio delle professioni non avrà mai la capacità comunicativa
di un testimonial: gli studenti vogliono poter vedere una persona
in carne ed ossa che parla della sua esperienza professionale, del
bello e del brutto della sua azienda, e di come rilegge oggi la sua
esperienza universitaria da poco trascorsa. Pensiamo allora a incontri
in facoltà con laureati da 2 o 3 anni. Non è complesso
registrare l’intervento e il successivo dibattito e produrne
un testo multimediale da diffondere on-line.
© Corrado de Francesco e Paolo Trivellato
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