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L'ORIENTAMENTO

Orientare gli studenti nelle loro scelte formative e professionali non è un costo ma un investimento: l’università ha bisogno di iscritti motivati, appassionati agli studi intrapresi e destinati così a laurearsi in regola (o quasi). La forma più efficace di orientamento è una comunicazione chiara: dire con poche parole ciò che si sa e si fa. Se l’orientamento fallisce e lo studente sbaglia a scegliere il danno ricade non solo sullo studente ma anche e soprattutto sull’università visto che i criteri di finanziamento tengono oggi conto degli studenti in regola e che uno studente che abbandona è spesso un testimonial negativo. Orientamento dunque nel senso di individuazione e valorizzazione di risorse umane.

Orientamento in entrata

A cosa serve quella laurea? A questa domanda dovrebbe e talvolta vorrebbe dare risposta l’orientamento in entrata organizzato dagli atenei d’intesa con le scuole secondarie superiori. La forma prevalente sono i cosiddetti open day con cui l’università si apre ai potenziali studenti, mostra le proprie strutture (aule, biblioteche, ecc.) e presenta i propri corsi di laurea. Tutto ciò viene fatto a voce: un docente parla dicendo ciò che ritiene più opportuno e usando o meno materiali di supporto (slide, testi, ecc.). L’efficacia varia da caso a caso.

Ma non c’è qualcosa di scritto? Un bravo genitore o un solerte insegnante vorrebbero avere del materiale aggiornato e chiaro che presenti le caratteristiche di base dell’ateneo, delle facoltà e dei singoli corsi di laurea. Si parte dai dati sull’evoluzione degli iscritti e dei laureati, sul corpo docente, sugli esiti occupazionali dei laureati. Ma bisogna anche dire come si caratterizza quella laurea e quella università. Forse dire che è stata fondata nel 1300 non è il messaggio più importante.

Cosa si fa con quella laurea? Un’informazione fondamentale per qualsiasi neodiplomato è quella relativa al lavoro ottenibile con quel titolo di studio: dove si lavora? Cosa si fa? Quanto si guadagna? Che prospettive ci sono? Come puoi immaginare a queste domande non può e non deve dare risposta il singolo ateneo. Qualcosa sta facendo l’ Isfol (Ministero del lavoro) con OrientaOnline www.isfol.it. Da segnalare anche il quadro di sintesi offerto dalla Guida all’Istruzione Superiore e alle Professioni del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Ogni facoltà può, dal canto suo, identificare i profili più importanti e significativi cui portano le lauree offerte. Non occorre fare l’ennesimo catalogo delle professioni: basta un link a quanto esiste già sul web.

© Corrado de Francesco e Paolo Trivellato

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