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L’esame a casa?

La tesina come esame a casa si è diffusa in molti insegnamenti: capita spesso di leggere nelle guide di facoltà, alla voce valutazione per un certo insegnamento “Tesina obbligatoria (di circa 10 pagine) su un argomento da concordare con il docente o con il tutor e da consegnare 15 gg prima della data di esame” o qualcosa di simile. Questa prassi è diffusa anche all’estero: negli USA è da anni in uso il termine take home exam per indicare modalità di valutazione che si basano (in parte o in toto) sul lavoro fatto dallo studente e non sulle sue risposte (verbali o scritte) alle domande di un esaminatore in un’aula. Vediamo allora alcuni pro e contro delle tesine.

A favore delle tesine è la loro intrinseca capacità di stimolare maggiormente lo studente e di garantirgli i tempi e i modi per permettergli di esprimere al meglio le sue capacità. E anche, dal punto di vista del docente, la possibilità di meglio gestire il momento dell’esame.

A discapito delle tesine va segnalata la difficoltà per il docente di evitare copiature o lavori in appalto. Per le copiature si può obiettare che un docente coscienzioso dovrebbe essere in grado di rilevare brani che stilisticamente non si confacciano alle capacità comunicative di uno studente di 20 anni. E comunque sono disponibili ormai software che scandagliano il web confrontando il testo di una tesina con le pagine già pubblicate on-line.

A quali precondizioni le tesine sono utili sia a docenti che agli studenti? La prima è che i docenti che le propongono siano davvero interessati a leggerle e a correggerle. La seconda è che gli studenti abbiano delle linee guida chiare e degli esempi cui fare riferimento. La terza precondizione è che le tesine vengano consegnate in formato digitale: se così è il docente non avrà difficoltà a annotare il testo e a rinviarlo allo studente ma soprattutto sarà possibile pubblicare on-line le tesine migliori.

© Corrado de Francesco

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