GLI ESAMI
Già 20 anni fa si diceva che l’università italiana
fosse un esamificio: un luogo dove la frequenza è facoltativa
e gli esami sono la principale attività didattica…
L’esame
L’esame è il fulcro della vita universitaria e segue
regole a cui è difficile sottrarsi. La prima regola è che
puoi barare ma che prima o poi la cosa salterà fuori. La seconda
regola è che non basta essere preparati per superare bene
un esame ma bisogna anche sapere come si svolge.
Gli esami sono pubblici e puoi quindi assistere ad un orale in
modo da renderti conto di come funziona: quante domande, che tipo
di domande,
quali sono le domande costanti, il prof interviene durante la risposta,
c’è solo un prof o ci sono diversi esaminatori? Non
limitarti a scorrere la lista delle domande (sul web o sul forum
degli studenti), assisti di persona: è l’unico modo
per farsi un’idea.
L’esame è un’ottima palestra per esercitare il
tuo spirito critico nei confronti delle persone. Osserva la comunicazione
verbale e non verbale e abituati a valutarla, individuando i punti
forti e deboli di ciascuno. Noterai che ci sono studenti che se
la cavano così così pur conoscendo la materia, mentre
altri sono capaci di presentare in modo molto accattivante argomenti
non troppo solidi.
I voti la dicono lunga sul prof quasi più che sui suoi studenti.
Ci sono corsi in cui il voto minimo è 28. Ce ne sono altri
in cui la metà dei candidati non passa. In entrambi i casi
c’è qualcosa che non va. Il docente di manica larga
dimostra il disprezzo per chi ha di fronte, specie per i bravi di
cui non riconosce la bravura. Il prof iperselettivo che boccia uno
studente su due non sa fare il suo lavoro: sceglie testi inadeguati
o non sa insegnare. Al liceo cosa avresti detto se alla maturità tutti
i tuoi compagni avessero preso almeno 90/100mi? E se la metà fosse
stata respinta?
© Corrado de Francesco
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