Laboratori
Le nostre facoltà hanno laboratori con centinaia di pc… Caspita!
Già, ma questo non implica che gli studenti apprendano davvero
dei saperi informatici. Perché ciò si realizzi abbiamo
bisogno di altre pre-condizioni: quali software sono disponibili?
Quali insegnamenti prevedono realmente l’uso dei laboratori?
Quali sono le modalità di accesso libero da parte degli studenti?
Quale possibilità ha il docente di monitorare ogni singolo
pc in tempo reale?
Quali software sono installati? I sistemi operativi
in uso dovrebbero essere dell’ultima generazione, così come
tutti i Pc dovrebbero disporre di una suite completa (Microsoft
Office o quantomeno
Open Office) e di software di publishing (Adobe Acrobat).
Va da sé che
tutti i Pc devono essere connessi alla rete di ateneo in modo da
permettere sia l’accesso al web che, soprattutto, alle risorse
bibliografiche (basi dati, periodici on-line, ecc.) cui l’ateneo è abbonato.
Quali
insegnamenti prevedono l’uso dei laboratori per esercitazioni,
lavori assistiti, lavori di gruppo? I laboratori sono davvero una
risorsa didattica utile solo se il curriculum ne prevede un’adeguata
integrazione con i corsi. Altrimenti, se i docenti non inducono
gli studenti a usare il software perché mai gli studenti
dovrebbero iniziare?
Quando e come uno studente può accedere liberamente ai laboratori?
Eh sì perché i laboratori chiusi a chiave sono uno
spreco enorme. Gli studenti devono poter accedere ai laboratori durante
l’intero arco della giornata proprio come avviene per la biblioteca.
Devono poter contare sull’assistenza di qualcuno (tutor) se
ne hanno bisogno. E devono sapere che durante l’anno vengono
organizzati brevi corsi e tutorial per l’apprendimento dei
saperi informatici che caratterizzano il corso di laurea cui sono
iscritti. Queste sono le informazioni qualificanti che vorremmo leggere
su tutte le guide di facoltà.
© Corrado de Francesco e Paolo Trivellato
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