Il carico di lavoro didattico
C’è facoltà e facoltà. Anche limitandosi
a considerare i soli professori associati e ordinari ci sono facoltà dove
il carico di lavoro didattico ufficiale non è certo straordinario.
Secondo dati ISTAT nel 2001-02 gli iscritti in corso per professore
erano:
· 5 a Chimica industriale
· 17 a Medicina
· 21 a Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
una situazione molto lontana da quella di facoltà come Giurisprudenza
(142 iscritti in corso per professore) e Sociologia (181)(ISTAT,
Annuario statistico italiano 2003, tav. 7.6 p. 167).
Carichi di lavoro diversi. ISTAT, in Lo
stato dell’università,
fornisce questi dati sul carico di lavoro dei docenti (compresi i
docenti a contratto) delle università italiane nel 1999-2000:
· 23,5 iscritti per docente: ma si va a oltre 100 studenti per
docente a Giurisprudenza (varie sedi: Unimi, Uniroma1, Unisa, ecc.)
a facoltà con
meno di 5 studenti per docente (16 facoltà);
· 65 esami per docente: ma si va da oltre 300 esami a Giurisprudenza
(Unibo) 200 esami a Psicologia (Unito, Unipd), Giurisprudenza (Unial,
Unimi, Unicatt, Unimib, Univr, Unipar,) Economia (Unipd, Unibo)
a situazioni con meno di 3-4 esami all’anno per docente;
· 2,2 laureati (o diplomati) per docente: anche qui le
variazioni sono notevoli.
Dunque, i carichi di lavoro didattico
sono ben diversi e a queste differenze non corrispondono trattamenti
retributivi proporzionalmente
diversi. Al di là degli evidenti aspetti di equità,
i carichi di lavoro abnormi di talune realtà pongono ulteriori
ombre sulla capacità di garantire standard adeguati sul piano
della didattica aumentando così ancora la varianza di laureati
e studenti per quanto riguarda la preparazione e i saperi posseduti.
© Corrado de Francesco
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