Il quarto d’ora accademico
Una tradizione solo italiana questa del quarto
d’ora accademico ovvero dell’iniziare una lezione con un quarto d’ora
di ritardo. Prova a tradurre l’espressione in inglese o in
francese: se trovi l’equivalente ti offriamo una pizza. Il
paradosso è che nessuno studente protesta se invece di 60
minuti di lezione gliene vengono offerti solo 45 mentre rimarresti
sbalordito se in pizzeria ti portassero una pizza a cui hanno tagliato
via una fetta, anzi un quarto della pizza.
Non tutti i prof seguono questa prassi che costringe gli studenti
diligenti e puntuali a buttare via un quarto del tempo dedicato
alle lezioni aspettando Godot. Ci sono anche i docenti che arrivano
puntuali
e che trovano studenti puntuali già seduti ai loro posti.
E ci sono anche quelli che iniziano puntuali e si trovano interrotti
da gente che arriva in ritardo. Eh sì perché la prassi
del ritardo si è diffusa non solo tra i prof ma anche tra
gli studenti…
Non arrivare in ritardo se il tuo prof è un tipo puntuale:
non c’è modo migliore per farsi detestare che quello
di entrare in aula mentre lui o lei sta già parlando. Eh sì perché entrare
a lezione iniziata distrae il docente e gli studenti e ti mette in
una pessima luce. Per lo stesso motivo evita di andare via in anticipo:
certo tutti abbiamo un treno che parte o una fidanzata che aspetta.
Ma è una scusa debole: quando incomincerai a lavorare vedrai
che puntualità e rispetto per l’oratore sono indispensabili.
E poi, pensaci: al cinema non ti sei accorto che ti dà fastidio
doverti alzare per fare passare quei due che arrivano a spettacolo
già iniziato?
© Corrado de Francesco
|