La facoltà e la sua guida
Prima di entrare in un ristorante guardi il menù? Se eviti
ristoranti che non espongono il menù forse eviterai anche
facoltà che non mettono in chiaro che cosa fanno. Ci sono
facoltà che presentano sul web un’uniformazione carente
per quanto riguarda la propria offerta formativa, gli sbocchi professionali
e le risorse umane e materiali di cui dispongono. E che limitano
le loro informazioni a elenchi di corsi (il cosiddetto manifesto
degli studi).
Con un motore di ricerca ad esempio Google vai
in ricerca avanzata, cerca “guida di facoltà” nel
titolo del documento e limita la ricerca ai domini che finiscono
per .it: in questo modo
trovi tutte le guide di facoltà pubblicate sul web. Oppure
usa i link ai siti di facoltà che trovi nella banca dati
del MIUR http://offertaformativa.miur.it/corsi/ e
su ciascun sito guarda
se e dove viene pubblicata la guida.
La guida di facoltà è un’importante
cartina di tornasole dell’istituzione. Magari non c’è perchè le
stesse informazioni sono presenti sul sito web di facoltà.
Ma è una scusa parziale. La guida di facoltà (in
genere un file PDF) è fondamentale per avere una visione
d’insieme
dei corsi: certo, le informazioni analitiche sui testi e sulle
singole lezioni le troverai altrove (nei cosiddetti sillabi) ma
qui, nella
guida, hai i contenuti di tutti i corsi. Solo leggendo e confrontando
i contenuti dello stesso insegnamento impartito in facoltà diverse
puoi incominciare a capire le differenze tra quelle facoltà.
Organizzazione
e chiarezza comunicativa emergono in modo impietoso dalla guida
di facoltà: ci sono guide redatte senza alcuno
standard, con un linguaggio burocratico, piene di refusi, con un
layout che ostacola la lettura. E spesso queste guide sono anche
quelle vuote di contenuti e piene di frasi fatte: alla larga!
© Corrado de Francesco
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