Un giro di boa
C’è chi loda il buon tempo andato quando i corsi duravano
quattro anni e le lezioni si svolgevano nell’arco di un semestre
o addirittura di un intero anno. Oggi la durata degli studi è di
tre anni e spesso i corsi durano un paio di mesi. L’origine
del nuovo ordinamento sta in un processo di convergenza tra i sistemi
universitari dei paesi europei le cui coordinate sono state definite
dai ministri dell’educazione a Bologna nel 1999. L’obiettivo
della dichiarazione di Bologna era costruire uno spazio europeo dell’educazione.
Corsi triennali, qualità e lingue. Entro
il 2010 esisterà uno
spazio europeo dell’istruzione superiore nel quale sarà possibile
spostarsi vedendo riconosciuti i Crediti Formativi Universitari
(CFU) già acquisiti. Ma ciò richiede che gli insegnamenti
nei diversi paesi abbiano pesi e contenuti comparabili e che gli
studenti padroneggino le lingue straniere in misura sufficiente.
Insomma: lauree triennali, lingue straniere e una qualità paragonabile
dei corsi universitari non sono opzioni di ministri in vena di
riforme modernizzatrici: sono elementi di una politica europea,
fatta propria
dal nostro governo. Da questa politica discende un insieme di regole
e di adempimenti che docenti e staff sono chiamati a rispettare
e mettere in pratica. Certo, occorrono misure di accompagnamento:
per
le lingue occorrono centri linguistici di ateneo raccordati ai
centri di certificazione internazionale, per i contenuti delle
materie occorrono
guide dei corsi di laurea (anche in inglese) consultabili on-line.
Il lavoro da fare è davvero tanto ma tornare indietro non
pare proprio possibile.
© Paolo Trivellato
|